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Enotria prima della Magna Grecia! Quando si parla di vino, cibo, agroalimentare e Dieta Mediterranea il riferimento agli Enotri è basilare

Enotria prima della Magna Grecia! Questo è un concetto fondamentale, da tener ben presente quando si affronta, tra l’altro, il tema delle radici storico-culturali e identitarie dell’agroalimentare, del cibo e del vino di Calabria, troppo spesso “schiacciato” sul racconto delle fondazioni greche (il termine “colonie” è ormai superato dalla storiografia prevalente). Se ne parla in maniera molto articolata e documentata nell’opera “L’Alberello Enotrio” firmata da Massimo Tigani Sava e giunta alla sua sesta edizione molto ampliata. Il corposo volume di oltre 650 pagine (sono più di 1.100 le note che rimandano a centinaia di testi specialistici consultati e citati) parte con un capitolo così intitolato: “La civiltà degli Enotri, Re Italo e i Sissizi: alle origini della Dieta Mediterranea”. Si tratta, tra l’altro, della tragedia Trittolemo di Sofocle (V sec. a.C.) in cui vengono indicati i territori dell’Italía e dell’Enotria. Nel Trittolemo – si legge – «emerge oltre che una “familiarità” degli antichi Greci con gli Enotri, anche un forte collegamento fra Enotria, l’attività di semina e il prodotto frumento». Si passa alle Antichità Romane di Dionisio di Alicarnasso, vissuto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., in cui lo storico di cultura greca parla anche di Arcadi, di Enotri, di Italia… e, nel rafforzare i suoi riferimenti, cita il richiamato Sofocle, ma anche Antioco di Siracusa (V sec. a.C.) e il mitografo Ferecide di Atene (V sec. a.C.).

Nel I capitolo de “L’Alberello Enotrio” si ricorda come l’eclettico naturalista Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) che, «relativamente alla percezione che gli antichi Greci avevano dell’Italía quale terra produttrice di ottimo e candido grano», richiama il Trittolemo di Sofocle. Interessante passaggio, a seguire, sul poeta greco Teocrito (IV-III sec. a.C.) e ai puntuali riferimenti «dei suoi idilli bucolici, alle mandrie e ai nutrienti prati verdi del territorio di Kroton, con l’indicazione di piante specifiche, e ad altrettante scene di vita di pastori nella Sibaritide (ricca di sorgenti e fiumi, e coperta da diverse specie di alberi e arbusti)». Nel I Capitolo anche delle riflessioni significative sulla pratica della transumanza in Calabria e ai risultati di indagini archeoambientali condotte sui siti neolitici ed eneolitici dell’area dell’odierno Lago Cecita. Citazioni delle opere di diversi studiosi: Maurizio Giangiulio, Emanuele Greco, Mario Lombardo, Elio Migliorini, Giovanna De Sensi Sestito, Giuseppe Squillace, Giovanni Ingarao, Pier Giovanni Guzzo, Piero Bevilacqua, Marco Marchesini, Domenico Marino e numerosi altri. Per un approfondimento su “L’Alberello Enotrio“, con eventuali indicazioni per l’acquisto: L’ALBERELLO ENOTRIO.

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