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Gli insegnamenti e i grandi risultati di Nicola Gratteri: l’abbraccio dei colleghi in una cerimonia ricca di significati strategici

19 Ottobre 2023 - Massimo Tigani Sava

Gli insegnamenti e i grandi risultati di Nicola Gratteri: l’abbraccio dei colleghi in una cerimonia ricca di significati strategici


Ora la sfida di Napoli, ma il legame con la Calabria rimarrà forte. Le parole del vicario Vincenzo Capomolla, del Procuratore generale Lucantonio, dei giovani pm

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Gli insegnamenti e i grandi risultati di Nicola Gratteri: l’abbraccio dei colleghi in una cerimonia ricca di significati strategici

Ci sono uomini che lasciano un segno. Nicola Gratteri è un uomo che ha già lasciato un segno indelebile, sebbene la sua carriera andrà ancora avanti alla guida della più grande Procura d’Italia e d’Europa. Venerdì 20 mattina l’insediamento a Napoli, capitale per secoli di un florido regno, città di cultura eccelsa, patria di una civiltà stratificatasi nei millenni e finanche di una lingua, con tutte le sue sanguinanti contraddizioni economiche e sociali, anch’essa devastata dai fenomeni mafiosi e dalla voracità dei colletti bianchi deviati. Nell’elegante chiostro della nuova Procura di Catanzaro, uno dei risultati che anche i vertici istituzionali attribuiscono a Gratteri, mercoledì 18 un saluto carico di emozioni vere, di sentimenti e ragione, di ricordi e prospettive, di rapporti umani e professionali. Le melodie della sorprendente Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello, magistralmente diretta da Maurizio Managò, sono state la sintesi dei tanti messaggi positivi emersi nel corso degli interventi di saluto al Procuratore che lascia Catanzaro: tradizione e innovazione, competenza frutto di lavoro e studio, tanti giovani in prima linea guidati da esperienze mature, lavoro di squadra accanto a solisti degni di nota. Un concerto-paradigma, il filo conduttore di una Calabria che, se opportunamente difesa, può esprimere arte, armonia, libertà, puntando a primeggiare e a superare i confini dell’emarginazione. Nicola Gratteri ha ripetuto il concetto più volte, davanti alla stampa, ai suoi colleghi, agli esponenti di tutte le forze dell’ordine presenti nell’ex Convento degli Osservanti: «Ai Calabresi abbiamo dato più fiducia, la gente e meno rassegnata». Il male dell’assuefazione alla sottomissione ha devastato, nei secoli, la Calabria, troppo spesso sconfitta dai soprusi, dalle ingiustizie, dall’arroganza di poteri miopi e rapaci, dalla negazione di diritti fondamentali. I feudatari di ieri sono stati sostituiti dai feudatari dell’oggi: un processo di lunga durata, caro alla storiografia francese, che ha soggiogato milioni di individui, seminando povertà, sfruttamento, disperazione, sofferenze. Il potere dei privilegi e della sopraffazione, accompagnato sempre dagli sgherri di turno, in un gioco perverso tra burattini sanguinari e burattinai tanto ipocriti quanto maleodoranti e gattopardeschi. «La strada da seguire, la luce che ci illumina – ha affermato il Procuratore aggiunto vicario Vincenzo Capomolla, richiamando le parole pronunciate ai microfoni da Gratteri – sono la Costituzione e le Leggi». Eccolo il senso più profondo di un omaggio corale, vero, sentito, non formale, perché la Calabria dalle mille magnifiche potenzialità ha bisogno della forza giusta dello Stato, per il trionfo della meritocrazia e dei diritti calpestati dall’ingordigia di pochi. Quando ci si chiede, e ci chiedono, perché tanti Calabresi hanno scelto Nicola Gratteri come simbolo di riscatto, la risposta è semplice: il rispetto dei princìpi della Costituzione repubblicana e delle Leggi costruisce una società più sana in cui non devi temere di rimanere schiacciato dalla superbia e dalla protervia dei poteri sporchi che negano pari dignità e pari opportunità.
Giuseppe Lucantonio, Procuratore generale a Catanzaro, non ha caso ha richiamato il “lavoro di squadra”, l’importanza di risultati che giungono per l’affermarsi di un positivo sentire collettivo: da un lato la forza, la spinta e l’esperienza dei dirigenti – come nel caso di Gratteri -, dall’altro le giovani energie di magistrati che lavorano in sintonia e condivisione. Tale spirito – ha sottolineato il nuovo Procuratore della Repubblica di Napoli – ha pervaso anche il rapporto fondamentale con le forze dell’ordine presenti alla cerimonia con i massimi gradi. Né sarà passata inosservata la folta presenza di giornalisti e operatori dell’informazione che proprio nel momento dell’addio hanno voluto dimostrare una vicinanza che nasce dalla stima profonda per il coraggio dimostrato e per i risultati ottenuti contro il crimine organizzato e contro la massomafia.
«Conosco bene i poteri forti e la massoneria deviata – ha dichiarato Gratteri alla stampa -. So cosa sono gli sgambetti, per tanti anni ho mangiato pane e veleno. So perfettamente da dove hanno cercato, cercano e cercheranno di dare botte. Io in questi anni ho avuto spalle larghe e nervi d’acciaio, non ho mai fatto falli di reazione, sono stato provocato tantissime volte, anche in modo rozzo e scomposto, appositamente pur di farmi perdere la pazienza. Non l’ho persa, molte volte ho sorriso e ho pensato: poveretti».
Spalle larghe, nervi d’acciaio, rigore nei comportamenti e nell’esercizio del proprio dovere: un “esempio” ha sintetizzato Vincenzo Capomolla che coordinerà la Procura di Catanzaro fino alle prossime decisioni del Csm. E questo “esempio” il Procuratore generale Lucantonio ha indicato ai giovani, ma già solidi, magistrati che hanno salutato Gratteri con una lettera aperta carica di significati strategici e di apprezzamento per gli insegnamenti e gli stimoli ricevuti. Qualcuno di loro non ha nascosto momenti di autentica commozione, a testimonianza di quel lavoro di squadra che proseguirà con immutato impegno e rigore: «Ci sono tante indagini iniziate – ha detto Gratteri – e sono certo che Capomolla, di cui conosco le grandi qualità, e questi magistrati molto preparati porteranno avanti lungo un solco tracciato».
Ed ora la sfida di Napoli, tanto impegnativa quanto esaltante, perché la capitale partenopea è la storia, il presente e il futuro del Sud. Di un Sud che ha bisogno di giustizia e certezze, di regole da rispettare a vantaggio di tutti e soprattutto dei più deboli. In ogni caso, è sembrato di capire, il legame fortissimo con la Calabria, non è destinato a spezzarsi: «La tua Procura per sempre» è stato uno dei passaggi più significativi della lettera collettiva letta dal pm Veronica Calcagno! (Massimo Tigani Sava)

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