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La Pece Brettia e le origini dell’enologia nel Mediterraneo: un interessante talk al Vinitaly Sibari

20 Luglio 2025 - Local Genius

La Pece Brettia e le origini dell’enologia nel Mediterraneo: un interessante talk al Vinitaly Sibari


Confronto tra Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Gennaro Convertini, presidente dell’Enoteca regionale, e Massimo Tigani Sava, giornalista e saggista

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La Pece Brettia e le origini dell’enologia nel Mediterraneo: un interessante talk al Vinitaly Sibari

Questa sera alle ore 21.30, nell’area Talk del Vinitaly and the City in corso di svolgimento a Sibari, incontro sul tema: “La Pece Brettia e la produzione di vino in Calabria nell’antichità”. Un confronto tra Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari; Gennaro Convertini, presidente dell’Enoteca regionale, e Massimo Tigani Sava, giornalista e saggista. L’appuntamento prende spunto dal nuovo volume dello stesso Massimo Tigani Sava dedicato alla Pece Brettia in rapporto alle origini dell’enologia nel Mediterraneo. Un ampio capitolo sull’argomento era già presente nel libro intitolato “L’Alberello Enotrio”, a firma dello stesso autore ed edito da Local Genius, presentato e distribuito tra l’altro nelle ultime edizioni del Vinitaly Verona, di Tuttofood Milano, di Merano Wine Festival a Cirò Marina ed infine proprio al Vinitaly Sibari. Il direttore Filippo Demma, in sintonia con diverse Istituzioni pubbliche, sta svolgendo un ruolo fondamentale, in Calabria, per avvicinare il mondo delle produzioni agroalimentari alle ricchezze archeologiche e storiche di una regione antichissima, con impatto decisivo sull’attrattività turistica. Gennaro Convertini, dell’Arsac, è un esperto di vini calabresi e del lavoro complesso di produttori di uve e cantine. Massimo Tigani Sava con “L’Alberello Enotrio”, che nasce dalle ricerche e dagli studi di quasi vent’anni, ed è giunto alla sua terza corposa edizione, ha offerto un contributo fondamentale affinché si iniziasse a valorizzare mediaticamente la stagione degli Enotri, rompendo con un passato anche recente in cui si dava risalto solo alla Magna Grecia, per quanto luminosa e unica. “L’Alberello Enotrio”, partendo dagli scritti più accreditati di storici, archeologi, linguisti, scienziati (le note bibliografiche presenti nel volume di 450 pagine sono circa 800) è stato protagonista di alcune fortunate intuizioni. Ne ricorderemo solo due: 1. Senza entrare nel merito delle diverse posizioni di autorevolissimi esperti che si sono soffermati sull’etimologia, o falsa etimologia, o paraetimologia della parola Enotri, certo è che con tale espressione etnica i colonizzatori Greci appellarono la popolazione dell’entroterra che al loro arrivo trovarono insediata in Calabria. Enotri è un termine legato al concetto di vino, o meglio di palo secco della vite, indicando quindi una particolare tecnica di coltivazione dell’uva. Ecco quindi che “L’Alberello Enotrio” diventa anche una teoria originale che merita attenzione. 2. I Sissizi del mitico Re Italo rappresentano l’origine ultra-millenaria della Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale Unesco e “scoperta” dallo scienziato americano Ancel Keys a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. “L’Alberello Enotrio”, nato dallo sviluppo di pubblicazioni precedenti e risalenti a oltre un decennio fa, offre numerosi altri temi di riflessione, quale ad esempio il rapporto tra la cultura del Maiale Nero autoctono di Calabria e Corrado Alvaro (si legga “Gente in Aspromonte”). Ora un altro volume di rilevanza strategica, dedicato alle origini dell’enologia nel Mediterraneo in virtù dell’apprezzamento diffuso che nel mondo antico si ebbe per la Pece Brettia. Tale Pece veniva identificata in modo chiaro, con appositi bolli (Pix Bruttia), sui contenitori ceramici utilizzati per stoccarla e commercializzarla: una vera e propria Dop! La Pece Brettia era stimata come la migliore per rivestire le anfore vinarie al loro interno (quindi il contatto con il vino era diretto) e per sigillarne le chiusure. Ecco quindi, dalla Calabria, il primo prodotto enologico certificato del Mediterraneo. Se ne parlerà stasera al Vinitaly Sibari.

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