“La tutela del territorio, un patrimonio da valorizzare”: è stato questo il tema dell’importante incontro che si è tenuto sul palco principale l’ultima sera del Vinitaly in the City a Sibari. Protagonista l’associazione nazionale Città del Vino, rappresentata dal suo presidente Angelo Radica, sindaco di Tollo (provincia di Chieti, Abruzzo). Accanto a lui il coordinatore regionale Calabria, Luigi Foresta, sindaco di Roccabernarda (Crotone). L’intervento introduttivo, sollecitato da una presentazione e dalle domande di Massimo Tigani Sava, giornalista e saggista, è stato svolto dall’imprenditore vitivinicolo Paolo Ippolito che è anche ambasciatore della Città del Vino. Hanno arricchito il confronto a più voci Maurizio Gramuglia, già attivo sulla valorizzazione del Torrone di Bagnara Igp, il direttore dei Musei e Parchi archeologici di Sibari e Crotone, Filippo Demma, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo. La seconda edizione del Vinitaly in the City, molto cresciuta sotto tutti i profili, è stata caratterizzata da un calendario davvero fitto di approfondimenti su tanti temi che ruotano attorno all’idea centrale di un modello di sviluppo basato sulla promozione del territorio a 360 gradi: storia, cultura, tradizioni, archeologia, beni culturali, ambiente, paesaggi, boschi, coste, mari, acque interne, agroalimentare, enogastronomia, stili di vita mediterranei, libri, comunicazione, tecnologie all’avanguardia, robotica e intelligenza artificiale… In questo contesto il vino – ha ricordato l’assessore Gallo – può svolgere la funzione di attrattore primario in quanto riesce, anche più di altri prodotti, a suscitare interessi diffusi, emozioni, ricerca continua di tutti quei particolari “terroir” che poi vengono tradotti in calici di rossi, bianchi, rosati, passiti, bollicine. Ecco quindi che il territorio – ha spiegato Paolo Ippolito – deve essere difeso ad ogni costa, sotto ogni aspetto, perché il coraggio di un imprenditore che coltiva vigne e produce vini, così come peraltro accade per tutti gli altri comparti che traggono la loro linfa vitale dall’agricoltura, deve poter essere circondato da una dimensione sana, pulita, armoniosa, spendibile e “vendibile” nell’accezione più nobile del termine. Il turista che viaggia in cerca di questo o quel vitigno autoctono pretende, giustamente, che anche la raccolta differenziata dei rifiuti sia realizzata al meglio! Il presidente Radica ha spiegato il ruolo dell’associazione Città del Vino che, essendo capace di mettere in rete oltre cinquecento sindaci della Penisola, gode di un osservatorio privilegiato nonché di un rapporto diretto e qualificato con i singoli territori. Filippo Demma, da parte sua, si è soffermato sulla valorizzazione dei siti archeologici, proprio a partire da quelli di Sibari e di Crotone che parlano la lingua degli Enotri, della Magna Grecia, dei Bruzi, dei Romani… Millenni di storia e di contaminazioni culturali che, in una stratificazione unica, fanno della Calabria una regione che ha dato un contributo enorme all’evolversi delle civiltà mediterranee e non solo.
Città del Vino opera, come detto, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia, dalla Lombardia alla Sicilia: tutti i riferimenti necessari e il calendario degli eventi sono consultabili sul sito internet ufficiale www.cittadelvino.com. Tutti gli intervenuti hanno concordato sull’enorme potenziale che la Calabria ha, ad esempio, sul fronte dell’enoturismo e del turismo esperienziale, rispetto ai quali il Vinitaly in the City realizzato nel suggestivo parco archeologico di Sibari ha rappresentato una vera e propria svolta positiva nonché un nodello da imitare e rafforzare. Massimo Tigani Sava è autore dell’Alberello Enotrio, volume che ha tracciato un nuovo sentiero proprio sulla sintesi tra radici storico-culturali e identitarie da un lato, e valorizzazione di agroalimentare ed enogastronomia dall’altro, presentato al Vinitaly Verona ed anche al Vinitaly in the City: PER APPROFONDIRE LEGGI. Una copia del volume “L’Alberello Enotrio” è stata donata, tra l’altro, al presidente Radica, al coordinatore Foresta e a Maurizio Gramuglia (vedi fotografia in basso).



























