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L’agricoltura e le sfide del futuro, tra cambiamenti climatici e forti innovazioni tecnologiche. Cosa insegna il caso Israele

11 Luglio 2019 - Local Genius

L’agricoltura e le sfide del futuro, tra cambiamenti climatici e forti innovazioni tecnologiche. Cosa insegna il caso Israele


Il presidente di Confagricoltura alla ‘festa’ per i trent’anni di Netafim Italia, l’azienda israeliana che ha inventato l’irrigazione a goccia

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“Essere imprenditori significa essere lungimiranti, guardare al di là dell’orizzonte, ipotizzare soluzioni innovative che consentano di raggiungere obiettivi aziendali, all’apparenza irraggiungibili, ma nulla è impossibile. Ce lo insegna la storia della multinazionale israeliana Netafim, che oggi festeggia i trent’anni e che ha sempre avuto una visione di futuro. Ha saputo supportare, con tecnologia avanzata, le aziende agricole del suo Paese alle prese con aree produttive desertiche e scarse risorse idriche. Ha saputo fare sistema con Stato, ricerca, imprese agricole, fornitori di mezzi produttivi, per raggiungere risultati all’avanguardia, che ieri era la microirrigazione ed oggi è l’irrigazione di precisione”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura intervenendo a Susegana (nel trevigiano) presso l’azienda agricola Borgoluce, alla ‘festa’ per il trentennale di Netafim Italia. È quanto si legge in una nota stampa ufficiale diramata il 10 luglio 2019, e che riportiamo integralmente. “Alla festa per Netafim uniamo anche quella per il riconoscimento giunto ora, da parte di Unesco, delle Colline del Prosecco come patrimonio dell’umanità – ha aggiunto Massimiliano Giansanti -. Un obiettivo ottenuto grazie alla bellezza naturale ma anche all’ingegno, alle capacità di imprenditori come quelli dell’azienda Borgoluce che questo eccezionale paesaggio l’hanno forgiato; così come hanno saputo dar vita un prodotto unico, come il prosecco, che è l’ambasciatore del made in Italy nel mondo”.

“L’agricoltura – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – già deve misurarsi con sfide enormi: fornire cibo per una popolazione mondiale in aumento; raggiungere l’obiettivo fame zero (nutrendo le popolazioni più povere e senza risorse adeguate); fronteggiare i cambiamenti climatici; avere un minor impatto sull’ambiente; utilizzare meno risorse per coltivare; essere presidio del territorio. La scommessa è produrre di più con meno”. Giansanti ha quindi spiegato: “Parliamo di imprese agricole smart, di agricoltura di precisione (precision farming) – che si avvale di moderne strumentazioni, dai satelliti ai big data, dai sensori aziendali ai droni – che permette il miglioramento delle performance produttive, ma anche delle prestazioni ambientali, con la riduzione dell’uso di fertilizzanti, fitofarmaci, acqua, combustibili fossili e una ottimale gestione del terreno. Netafim, ad esempio, lo ha capito bene e propone la fertirrigazione di precisione che nutre le piante e non il terreno, con miscele personalizzate e al momento giusto”. “L’impresa agricola si sta rinnovando profondamente in chiave di sostenibilità economica, ambientale e sociale – ha detto Giansanti -. Questo processo evolutivo lo vogliamo cogliere e valorizzare. Per questo abbiamo voluto promuovere il ‘Premio nazionale per l’innovazione nel settore dell’agricoltura’ che assegneremo il 17 luglio. Con tre categorie: nuove frontiere, reti e filiere, smart land & smart city. La nuova agricoltura darà vita anche a nuova occupazione; le imprese hanno già bisogno di manodopera ‘digitalizzata’. Può creare centomila nuovi posti di lavoro, ma occorrono politiche innovative, propulsive e mirate”.

“Essere lungimiranti è fondamentale, ma da soli non si va da nessuna parte – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. L’impresa agricola ha bisogno di uno Stato partner, di ricerca finalizzata, di agroindustria che faccia sistema.  Deve poter disporre di adeguate infrastrutture (energetiche, stradali, digitali, banda ultralarga, ferroviarie, ecc.) e di tecnologie (block chain) che sono determinanti per la competitività”.

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