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<strong>L’Alberello Enotrio</strong>: tanti confronti diretti per analizzare e approfondire singole tematiche trattate nel denso volume

24 Luglio 2025 - Local Genius

L’Alberello Enotrio: tanti confronti diretti per analizzare e approfondire singole tematiche trattate nel denso volume


Incontri importanti - ha affermato l'autore Massimo Tigani Sava - per sollecitare azioni progettuali, ma anche per spunti da tenere in considerazione nelle prossime edizioni

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<strong>L’Alberello Enotrio</strong>: tanti confronti diretti per analizzare e approfondire singole tematiche trattate nel denso volume

L’Alberello Enotrio: una teoria originale. Dopo tanti anni di ricerche e studi, fra storiografia e letteratura, nonché innumerevoli missioni sul campo, la terza edizione aggiornata e ampliata di un ricco e documentato volume a firma di Massimo Tigani Sava è stata presentata nel corso del 2025 in numerosi appuntamenti nazionali e internazionali, o anche in Calabria. Le radici storico-culturali e identitarie di cibo, vino e agroalimentare in Calabria, regione che nei tempi antichi fu detta Enotria, Magna Grecia, terra dei Brettii. Due distinti saggi, corredati di puntuali note, condensano informazioni, spunti di riflessione, analisi, proposte non improvvisate di autentico marketing territoriale, segnalazioni di criticità o di opportunità non ancora pienamente colte e valorizzate. Dai Sissizi del mitico Italo, Re degli Enotri menzionato con ampio risalto nella Politica di Aristotele, allo splendore della Magna Grecia, dal legislatore Zaleuco di Locri al proverbiale lusso di Sibari, Pitagora e la Scuola Pitagorica di Crotone, dal Senatus Consultum de Bacchanalibus della Res Publica Romana alle Varie di Magno Aurelio Cassiodoro, dal progetto utopico di Tommaso Campanella nella Città del Sole alle pagine lucidissime di Vincenzo Padula nel periodico Il Bruzio, e poi il fondamentale “dipinto” sui maiali neri di Corrado Alvaro in Gente in Aspromonte: un contributo straordinario per il sistema agroalimentare ed enogastronomico calabrese riconosciuto come cuore della Dieta Mediterranea. Massimo Tigani Sava, giornalista professionista, laurea in Scienze Politiche, editorialista, saggista, conduttore televisivo, dirige alcune collane di libri di Local Genius ed ha all’attivo numerose pubblicazioni.

“L’Alberello Enotrio” è frutto di nuovi impegnativi studi, ricerche, letture, confronti, nonché dell’instancabile girovagare nelle aree rurali e costiere della Calabria sempre alla ricerca di memorie, di testimonianze ancora vive o solo appena percettibili, di nuovi spunti di riflessione. Lo spirito del giornalista che indaga, che si pone domande, che crea collegamenti non necessariamente scontati, non si placa mai! La decisione di cambiare titolo, e quindi di mandare alle stampe una seconda edizione, era stata dovuta proprio alla consistenza dell’intervento di aggiornamento e di ampliamento, tanto profonda da meritare un’altra identità autonoma. Con la terza edizione aggiornata e ampliata questa esigenza è stata ancora più avvertita e appropriata. L’opera ha avuto, nel suo complesso, una lunga gestazione che si è concretizzata, con il trascorrere degli anni, nella pubblicazione di articoli, saggi, introduzioni e prefazioni a volumi, ma anche servizi e speciali televisivi, interventi effettuati nel corso di convegni e conferenze stampa, azioni di comunicazione integrata. Nel corso del tempo l’Autore ha effettuato molti sopralluoghi nei diversi angoli della Calabria, tra campi coltivati e allevamenti, cantine e oleifici, trattorie e ristoranti, laboratori artigiani e industrie, porti e imbarcazioni dedite alla pesca; ha parlato con tantissimi protagonisti del mondo agroalimentare, ittico ed enogastronomico (contadini, pescatori, agronomi, cuochi, vitivinicoltori, produttori di olive e olio, trasformatori, tecnici ed esperti delle più svariate branche collegate al rapporto tra uomo e mare o tra uomo e terra…); ha letto e consultato una quantità notevole di libri, di contributi specialistici, di relazioni scientifiche e tecniche, di resoconti di viaggi, ed ho anche meditato tanto, appuntando ragionamenti e sensazioni; ha visitato musei e parchi archeologici. L’agroalimentare, l’enogastronomia e il cibo di Calabria sono unici e preziosi non solo perché “eccellenti”. Tigani Sava segnala, a tal proposito, come non di rado l’appellativo di eccellenza sia abusato se non addirittura immeritato, soprattutto quando lo stesso è sconnesso da autentici processi di filiera corta e italiana, meglio ancora se certificati, oppure quando non riesce a essere fedelmente in sintonia con l’eredità culturale e storica di una regione antichissima. Né il facile abbandono a luoghi comuni e stereotipi, regalati a profusione in ogni ambito, nonché carichi di forzature e inesattezze, è sufficiente a incanalare sul giusto binario politiche di svi-luppo che necessitano ampie revisioni e integrazioni. Le specialità “eccellenti”, così come i vini, gli oli, i formaggi e i salumi molto buoni o persino ottimi, esistono ovunque, in ogni continente. La distintività assoluta della Calabria, non delocalizzabile, inimitabile, unica, sta tutta – spiega Tigani Sava – nelle sue radici storico-culturali e identitarie modellate da almeno quattro millenni di vicende umane rispetto ai quali si ha memoria archeologica, letteraria o storiografica. Dagli Enotri (II millennio a. C.) e dai Sissizi di Re Italo alla Magna Grecia di Sibari, Crotone, Locri Epizefiri, Reggio…, dai Brettii all’Età Romana, dai Longobardi alla dominazione bizantina, dagli influssi arabi ai Normanni, dagli Svevi agli Angioini e agli Aragonesi, e risalendo ancora lungo i secoli fino ai nostri giorni, la Calabria ha assistito a una stratificazione continua di linguaggi, di stili di vita, di culture, di conoscenze e di saperi, di tecniche di produzione, di trasformazione e di conservazione del cibo, fornendo apporti “autoctoni” di grande rilievo. Natura e componente umana, sempre in simbiosi, hanno creato sintesi assolutamente originali. Inoltre l’antica Terra dei Brettii ha ospitato o generato, in ogni epoca e per ogni aspetto della convivenza umana, menti eccelse, tra le quali gi-ganteggiano Pitagora e i Pitagorici, Cassiodoro, il “profetico” Gioacchino da Fiore, Bernardino Telesio, Tommaso Campanella… che hanno offerto contributi decisivi all’evoluzione del pensiero.

Tutto il bacino del Mediterraneo può vantare analoghe origini nobili, ma la centralità della Calabria l’ha trasformata in un’area straordinaria di passaggio, di transito, di scambi continui, di contaminazioni spesso sanguinose e devastanti ma comunque fruttuose. La collocazione geografica della Calabria e la sua particolare conformazione orografica sono inoltre la causa di condizioni climatiche favorevolissime per l’agricoltura, l’allevamento, la pesca, la trasformazione e la conservazione delle materie prime. Il patrimonio di biodiversità di questa porzione periferica meridionale dello Stivale (di fatto una penisola nella peni-sola) non ha eguali, tra erbe spontanee, cultivar di olive, vitigni autoctoni, frutti a partire dai soavi agrumi. Si pensi, tra i numerosissimi esempi possibili, al ruolo decisivo che il microclima dell’Alto Tirreno cosentino ha per il Cedro, o del Basso Jonio reggino per il profumatissimo Bergamotto, o delle colline protette da catene montuose per un’olivicoltura di qualità eccelsa, o ai prati verdeggianti che fanno nascere la liquirizia, il cappero, i carciofini e il finocchietto selvatici, l’origano, oppure i tanti vegetali che alimentano nel modo più naturale possibile le greggi di pecore o le mandrie di mucche podoliche che pascolano libere… Si guardi anche – ha sottolineato l’Autore – alle caratteristiche peculiari di mari e coste, di boschi e macchia mediterranea, di fiumi e fiumare, oppure, solo per accennare ad alcune delle realtà più note e decantate, all’importanza dell’ecosistema dello Stretto per il pesce spada, o alla qualità universalmente apprezzata dei tonni o della mitica sardella, dei funghi, dell’origano, del finocchietto, della liquirizia… Agli aspetti geografici e climatici, però, va connesso l’immenso patrimonio della civiltà calabrese forgiata da almeno quattro millenni di vicende storiche. Non è un caso che l’Unesco per giustificare il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità assegnato alla Dieta Mediterranea l’abbia definita uno stile di vita, e non una semplice per quanto entusiasmante sommatoria di pietanze e di cibi. La Dieta Mediterranea è tale per l’apporto che nei millenni diedero gli Enotri, i Sissizi del mitico Re Italo, gli insegnamenti dei Pitagorici, lo splendore della Magna Grecia con l’opulenza di Sibari e le leggi di Zaleuco a Locri Epizefiri, per il Vivarium di Cassiodoro, per la trasmissione costante, peculiare e distintiva di saperi e di tecniche della civiltà agropastorale.

Nel corso del 2025 “L’Alberello Enotrio” è stato presentato in diversi appuntamenti nazionali e internazionali SI LEGGA ARTICOLO. Nel corso di questi momenti, oltre agli specifici convegni e talk che hanno coinvolto rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, specialisti, personalità del mondo della comunicazione, è stato molto importante e proficuo il confronto personale e diretto  con tanti di essi ai quali, spesso, è stata anche offerta una copia omaggio del volume: sono stati così esaminati singoli aspetti trattati o accennati nell’opera, meritevoli di grande attenzione progettuale o anche di ulteriori approfondimenti. In ogni confronto sono emersi spunti utili dei quali – ha detto l’Autore – «terrò conto nelle successive edizioni del volume già in fase avanzata di lavorazione». Qui in basso alcune immagini scattate al Vinitaly in the City che si è tenuto nel luglio 2025 a Sibari nel corso del quale copia de “L’Alberello Enotrio” è stato tra l’altro consegnata a: Angelo Radica, presidente nazionale dell’associazione Città del Vino; Francesco Durso, direttore del Gal Alto Jonio Cosentino Federico II; Marziale Battaglia, presidente del Gal Serre Calabresi; Guido Mignolli, direttore del Gal Terre Locridee; Saveria Sesto, autrice di diversi saggi sull’agroalimentare e sull’enogastronomia di Calabria; Peppone (Giuseppe Calabrese), conduttore Rai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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