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Gbr fuori dalla Ue, Cameron si è dimesso. Ora se ne vadano a casa i vertici dell’Europa dei pochi

24 Giugno 2016 - Local Genius

Gbr fuori dalla Ue, Cameron si è dimesso. Ora se ne vadano a casa i vertici dell’Europa dei pochi


Auspicabile che un giorno, considerate le tante sofferenze patite dai Popoli europei, un grande e giusto processo possa valutare l’esistenza di eventuali drammatiche responsabilità

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La statua di Achille a Londra, Hyde Park (un simbolo della civiltà greca madre dell’Europa)

I Britannici, e tra loro in modo particolare gli Inglesi, hanno detto no a questa Unione Europea, a questo modo politicamente assurdo di governare un sogno di dimensione storica, e cioè la trasformazione del Vecchio Continente da teatro di guerre fratricide a unica realtà istituzionale, di pace e di benessere condiviso. Ma il sogno prevedeva che l’Europa fosse dei Popoli e per i Popoli, e non, fatte le dovute eccezioni, gestita da burocrati, da politici non all’altezza della situazione, aperta alle drammatiche influenze di poteri di varia natura. Non è nata, diciamolo chiaramente, l’Europa della gente comune, degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori, delle piccole imprese, degli impiegati, ma anche dei disoccupati e sottoccupati che avrebbero potuto guardare a questo processo unitario anche per il progressivo superamento delle diseguaglianze sociali. Invece, per l’interesse di pochissimi, è sorta l’Europa della finanza e di un modo errato di intendere i sistemi bancari, delle élites che non vivono nelle periferie e che frequentano solo ristoranti alla moda, dei “buonisti” non sfiorati dal modo assolutamente assurdo in cui è stato gestito il fenomeno dell’immigrazione. Facile essere generosi quando il prezzo lo pagano gli altri!

David Cameron, premier inglese, si è dimesso. Una scelta politicamente corretta. Ma quando se ne andranno a casa gli attuali vertici della Ue? Sarebbe un gesto politico doveroso e corretto. Lasciare il passo ad altri. Il voto dei Britannici, infatti, ha gridato un immenso no a loro, ai loro errori politici, al loro modo non democratico di costruire l’Europa. Quanto prima, quando si potranno valutare serenamente e senza condizionamenti strumentali i tremendi danni causati da politiche tanto sbagliate, sarà anche il caso di pensare a una sorta di Norimberga del Terzo Millennio, per processare, nel rispetto scrupoloso delle leggi internazionali, quanti negli ultimi decenni hanno causato con i loro errori tragedie umane e sociali ancora tutte da raccontare. Un processo giusto, per capire fino in fondo che cosa è successo e se qualcuno ha remato contro i Popoli Europei, per valutare se siano esistite o meno responsabilità certe da condannare, evidentemente, con la massima severità! (mts)

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