Non avrei scritto questo articolo se non fossi realmente preoccupato (direi molto preoccupato!) circa i destini dell’Europa. Le classi dirigenti della Ue (e del Regno Unito che ha avuto la fantastica idea della Brexit!!) hanno dimostrato una generalizzata inadeguatezza rispetto alle emergenze esistenti. Anche un giovane studente di Scienze politiche avrebbe capito che l’attuale situazione mondiale non rientra nei canoni della “normalità”. Di fronte ai cambiamenti epocali le élites europee hanno perso troppo tempo, sono diventate inutili se non addirittura pericolose sul piano politico. Mi riferisco in particolare all’innalzamento della tensione nei confronti della Russia che giudico irresponsabile, grave e potenzialmente disastroso. La pace a tutti i costi è l’unico obiettivo da perseguire immediatamente, recuperando un forte dialogo costruttivo con Mosca. Al contempo mi chiedo quali siano stai i rapporti tra la Cina e le classi politiche europee, oltre che domandarmi come mai l’Ue non si sia schierata in modo determinato al fianco degli Usa nella crisi di Hormuz. Lo Stretto di Hormuz è vitale per l’Occidente e devono essere i Paesi occidentali ad averne il controllo per il bene di tutti. La Crisi di Suez del 1956 non ha insegnato nulla?
Il segnale potente giunto dal test elettorale della Sassonia Anhalt dovrebbe suggerire svolte rapide nella politica estera e interna della Ue. Invece sembrano prevalere ancora una volta i voleri dei poteri forti, quasi che l’umore dei popoli possa essere ignorato. Un voto forte di protesta c’è stato, e sarebbe anche ora di finirla con le etichette di “nazista”, “fascista”, “comunista”…, tutte categorie superate come quelle di “guelfi”, “ghibellini”, “lealisti”, “monarchici”… Siamo nel XXI secolo e i contenuti ideologici e programmatici delle attuali forze politiche si sono miscelati rispetto alle divisioni tipiche dell’Ottocento e del Novecento, su molti temi: lavoro, stato sociale, ambientalismo, sicurezza… Chiunque usi le esemplificazioni del passato per interpretare il presente sbaglia, oppure lo fa strumentalmente nella speranza di vivacchiare raccontando storielle agli elettori.
Cambiamenti epocali, dicevo. Crisi demografica in Europa a fronte di un aumento vertigionoso della popolazione in Asia e Africa. Rivoluzioni scentifiche e tecnologiche che trasformeranno la vita dell’uomo in modo violento (robotica, vaccini, satelliti, energia, intelligenza artificiale…). Questioni ambientali vitali (risorsa acqua, desertificazione di vaste aree del pianeta, inquinamento dell’atmosfera, inquinamento da nanoplastiche nei mari, aumento medio delle temperature, ecc.). L’Europa vive una crisi industriale spaventosa, l’immigrazione incontrollata genera pericoli insostenibili soprattutto per le fasce meno abbienti e nei grandi agglomerati urbani, l’avvento dell’euro fu gestito malissimo ed ha impoverito gli stipendiati, la proliferazione di troppe regole da parte di un modo assurdo di intendere l’Unione Europea ha reso difficoltosissima la vita delle imprese, delle partite Iva, delle stesse amministrazioni pubbliche. Una forma ottusa di post-giacobinismo ha infettato l’Unione Europea accecando la politica e la società, ed ha fatto perdere il senso comune. Ricordate la lezione immortale di Thomas Paine prima dello scoppio della Rivoluzione Americana?
Alcuni leader, a partire da Giorgia Meloni, dovrebbero urgentemente alzare la voce e indurre gli altri vertici europei ad aprire gli occhi ed a fare marcia indietro rispetto ai drammatici errori del passato. Nonostante la batosta elettorale il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz sembra irrigidirsi ulteriormente. Le su ultime uscite contro la Russia sono davvero intollerabili. Meno male che gli Stati Uniti hanno rilanciato il dialogo con Mosca! I popoli europei sono stanchi e devono essere ascoltati. Occorrono riforme innovative, potenti, rigeneratrici, che ridiano forza ed entusiasmo a chiunque abbia voglia di lavorare e di impegnarsi. Né si può regalare un vantaggio competitivo a Paesi in cui le regole sono assolutamente più semplici e ispirate dal più cinico pragmatismo. Questo modello di Ue è politicamente fallimentare e va cambiato dalle fondamenta. Le élites burocratiche e plutocratiche hanno perso il contatto con la realtà e con il sentire comune. Diamo tutti un contributo coraggioso e responsabile. (Massimo Tigani Sava)

























