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I Custodi del Drago d’Aspromonte: la Capra con quattro corna, tra leggende, racconti di pastori e storie ancestrali

20 Luglio 2026 - Massimo Tigani Sava

I Custodi del Drago d’Aspromonte: la Capra con quattro corna, tra leggende, racconti di pastori e storie ancestrali


Nasce a Locri una nuova associazione con le finalità di valorizzare, studiare e promuovere a 360 gradi il territorio più bello d'Europa e del Mediterraneo

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I Custodi del Drago d’Aspromonte: la Capra con quattro corna, tra leggende, racconti di pastori e storie ancestrali

Primi passi a Locri della neonata associazione di promozione sociale “I Custodi del Drago d’Aspromonte”. Sì il Drago, una capra con quattro grandi corna, in più esemplari, attorno alla quale sono avvolte storie, racconti popolari, leggende, folklore, narrazioni di pastori e montanari. L’Aspromonte, si sa, è una terra antichissima, stupenda, caratterizzata da una natura che affascina chiunque abbia voglia di visitarla. L’Aspromonte è paesaggi, è foreste, è contrafforti rocciosi, è sentieri ancora primordiali, è ricchezza della pastorizia e dell’agricoltura, è specialità agroalimentari uniche, è culla di biodiversità e di razze autoctone (maiali neri, capre…). L’Aspromonte è uno dei luoghi più belli e suggestivi d’Europa e del Mediterraneo. Lo hanno raccontato il grande Corrado Alvaro e tanti visitatori del Grand Tour, soffermandosi su singoli villaggi o scorci incantati. Il Drago d’Aspromonte (nella fotografia un capretto con la “corona” di 4 corna che presto diventeranno grandi e vistose) è il simbolo della realtà ancestrale di un territorio ancora tutto da scoprire. La nuova Associazione si ripromette di ricostruire il mito e la storia reale di questo Drago, e attraverso esso di valorizzare l’Aspromonte a 360 gradi secondo la filosofia ispiratrice della sostenibilità. Torneremo presto a parlarne, con dovizia di particolari. Qualcuno racconta che incontrare il Drago d’Aspromonte porti fortuna e che lo stesso, da adulto, sia il primo a difendere il gregge sfidando anche i lupi. Storie di pastori, come quelle di “Gente in Aspromonte”: un’anima popolare per comprendere nei suoi significati più profondi civiltà molto antiche, senza sconfinare nel campo della vana credulità. Certo è che la mission dell’Associazione merita tanto rispetto e sostegno. L’Aspromonte è parte delle mie radici, per cui seguirò con attenzione e contributi fattivi l’evolversi dell’interessante progetto. (Massimo Tigani Sava)

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