Una serata dedicata all’Aspromonte, alla sua identità antica come la storia dell’uomo, alle sue radici storico-culturali, alle sue tradizioni e al suo folklore. In questo quadro primeggia una natura meravigliosa, fatta di una biodiversità unica e di paesaggi sublimi. Spazio – durante l’incontro conviviale tenuto a Locri nel ristorante di Bruno Piccolo – anche all’enogastronomia locale, con in testa i salumi di Maiale Nero d’Aspromonte e la carne di capra. Appunto, la Capra, civiltà ed eccellenza dell’area aspromontana grazie alla passione, ai sacrifici e alla dedizione di instancabili allevatori. Ecco perché è nata, ed è stata varata ufficialmente proprio la sera di martedì 20 luglio, l’associazione di promozione sociale “I Custodi del Drago d’Aspromonte”. Nella fotografia che correda questo articolo appaiono, da sinistra: Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee nonché guida autorevole di un gruppo agroalimentare che rappresenta una delle più interessanti espressioni della filiera corta calabrese e locrese; Antonella Ruscatello (vice presidente); Daniele Varacalli (presidente); Renato Filastro (segretario); Rita Ferraro, imprenditrice agricola di Mammola; Attilio Cordì (direttore tecnico dell’Associazione e grande esperto di razze autoctone del territorio). Il Drago d’Aspromonte è una mitica capra con quattro grandi corna, presente in pochi esemplari tra vari allevamenti. Da tempi remoti il Drago d’Aspromonte è oggetto di racconti popolari, tra leggende, folklore, narrazioni di pastori e montanari. L’Aspromonte è uno dei luoghi più interessanti, suggestivi e per certi aspetti anche misteriosi d’Europa e del Mediterraneo. Lo hanno raccontato il grande Corrado Alvaro e tanti strabiliati visitatori del Grand Tour, soffermandosi su singoli villaggi, fiumare, monumenti o scorci incantati. Il Drago d’Aspromonte è il simbolo più autentico della realtà ancestrale di un territorio ancora tutto da scoprire e che in alcune piccole realtà conserva la memoria linguistica del greco antico, come a Gallicianò. La nuova Associazione si ripromette di ricostruire il mito e la storia reale di questo Drago, e grazie ad esso di valorizzare l’Aspromonte a 360 gradi secondo la filosofia ispiratrice della sostenibilità ambientale ed economica. Qualcuno racconta che incontrare il Drago d’Aspromonte porti fortuna e che lo stesso, da adulto, sia il primo a difendere il gregge sfidando anche i lupi. Storie di pastori, come quelle di “Gente in Aspromonte”: un’anima popolare per comprendere nei suoi significati più profondi civiltà la cui evoluzione si conta in millenni, senza ovviamente sconfinare nel campo della vana e banale credulità. Il gruppo dirigente dei “Custodi del Drago d’Aspromonte” ha ringraziato in maniera non formale il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, per il continuo e positivo sostegno a tutte le attività che valorizzano, promuovono e tutelano, in Aspromonte, sia il Maiale Nero sia la Capra. La mission dell’Associazione merita tanto rispetto e apprezzamento. Ho già scritto che l’Aspromonte è parte delle mie radici, per cui seguirò con scrupolo professionale, attenzione e contributi fattivi l’evolversi di un vasto progetto che ritengo molto interessante. (Massimo Tigani Sava)



























