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Il Drago d’Aspromonte tra mito e storia: salvaguardare, rivalutare e rilanciare la civiltà e l’economia della Capra

26 Agosto 2026 - Massimo Tigani Sava

Il Drago d’Aspromonte tra mito e storia: salvaguardare, rivalutare e rilanciare la civiltà e l’economia della Capra


Nel bellissimo agriturismo di Contrada Modi, a Gerace, un'importante serata organizzata dall'Associazione che sta lavorando molto su più fronti. Degustazione curata da allevatori

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Il Drago d’Aspromonte tra mito e storia: salvaguardare, rivalutare e rilanciare la civiltà e l’economia della Capra

L’Aspromonte è un territorio meraviglioso sotto molti profili: storia, culture, tradizioni, lingue e dialetti, spiritualità, natura, paesaggi, agricoltura, agroalimentare, pastorizia… Si pensi che in realtà fantastiche, quali Gallicianò, contrada collinare di Condofuri, si parla ancora una forma molto vetusta di greco, quello che il grande glottologo e filologo tedesco Gerhard Rohlfs riteneva risalisse alle prime contaminazioni elleniche (Minoici, Micenei, greci che furono gli autori delle fondazioni magnogreche tra le quali la potente Reggio). L’Aspromonte è un tesoro di biodiversità, di saperi, di tecniche di lavorazione, di caratteristiche economico-sociali che sono uniche e distintive nel panorama europeo e mediterraneo, e pertanto merita grande attenzione. Ho avuto l’onore di partecipare, ieri sera, nel bellissimo agriturismo di Contrada Modi, a Gerace, che consiglio a tutti di visitare, a una serata organizzata dall’Associazione “I Custodi del Drago d’Aspromonte”. Il Drago d’Aspromonte è una Capra con Quattro Corna (a causa di una molto probabile mutazione genetica sulla quale gli scienziati stanno indagando), diffusa in alcuni capi presenti in diversi allevamenti, attorno alla quale ruota un’altra dimensione davvero affascinante: quella magico-mitica, fatta di racconti di pastori, di riti tramandati da maghe, di folklore, di radicate credenze popolari. Nella fotografia che correda questo articolo, il professor Giuseppe Maiorano, dell’Università del Molise, e l’architetto Guido Mignolli, direttore del Gal Terre Locridee, stringono in mano due rari palchi di corna che appartenevano a delle capre non più vive. Nel riquadro, invece, un capretto che come altri viene allevato con affettuose cure, con l’evidente coroncina di quattro corna che presto si trasformerà in palco. Il Drago d’Aspromonte, con il suo portato di mistero che lo circonda, fa riflettere molto sulla civiltà della Capra Aspromontana, connessa al lavoro duro e appassionato di coraggiosi allevatori, alle produzioni casearie di filiera corta, alle carni di pregio e quindi alla gastronomia tipica. Un forte attrattore turistico, quindi, così come ha ben intuito l’Associazione sostenuta da diverse personalità. Nella citata fotografia appaiono anche l’architetto Francesco Macrì, padrone di casa a Modi, ma anche infaticabile presidente del Gal Terre Locridee; l’imprenditrice Rita Ferraro, il medico tedesco Peter Michael che ama l’Italia e soprattutto il Mezzogiorno sulla scia di immensi intellettuali suoi connazionali che hanno firmato la storia della cultura calabrese, quali il menzionato Gerhard Rohlfs e Armin Wolf, geniale autore di una teoria originale sull’Odissea che ha affrontato in modo scientifico e documentato l’approccio che nei millenni si è avuto con il viaggio di Ulisse. Il legame tra Germania e Calabria è sempre stato forte, generato da un’attenzione lodevole e intensa di tanti intellettuali e viaggiatori tedeschi per la Magna Grecia e non solo. In foto anche il generoso Giuseppe Fragomeni, pilastro del gruppo agricolo e agroalimentare guidato dall’architetto Macrì. Il menù degustato, sublime nella sua semplicità, è stato incentrato sulle carni di capra abilmente cucinate da esperti di Africo e di paesi vicini. Altri approfondimenti sul tema seguiranno nei prossimi giorni, senza dimenticare che la riscoperta della Capra Aspromontana viaggia di pari passo con quella del Maiale Nero d’Aspromonte, altra autentica eccellenza. Ispiratore e motore dell’Associazione, dimostrando un amore per la propria terra d’origine che ha pochi eguali, è il coordinatore tecnico Attilio Cordì il cui percorso di vita è un esempio per tanti che abbiano voglia di guardare all’Aspomonte con approccio intelligente. Il presidente Francesco Macrì è stato ringraziato da tutti i presenti per l’insostituibile sostegno ai due progetti sul Maiale Nero d’Aspromonte e sulla Capra Asrpomontana. (Massimo Tigani Sava)

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