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Piemonte, filiera delle uve Moscato e Asti Cinzano: il Gruppo Caffo 1915 ha scritto una significativa pagina di storia nazionale!

8 Maggio 2026 - Local Genius

Piemonte, filiera delle uve Moscato e Asti Cinzano: il Gruppo Caffo 1915 ha scritto una significativa pagina di storia nazionale!




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Piemonte, filiera delle uve Moscato e Asti Cinzano: il Gruppo Caffo 1915 ha scritto una significativa pagina di storia nazionale!

di Massimo Tigani Sava

Nel secolo scorso migliaia di Calabresi hanno guardato al Piemonte e a Torino con in mano la valigia dell’emigrante: cercavano lavoro nelle grandi industrie e quindi un modo onesto per sopravvivere. Sacrifici, sacche di antimeridionalismo preconcetto da sconfiggere, allontanamento da affetti e luoghi natii, per quanto poco generosi se non addirittura ostili. Ecco perché la notizia giunta in questi giorni dal Gruppo Caffo 1915 sarà prima o poi ripresa dai libri di storia e dagli studiosi del Mezzogiorno. Un’inversione di tendenza culturale, prima che economico-sociale. Nuccio Caffo, Ad del Gruppo leader in Italia nel comparto degli amari e che da pochi mesi ha acquisito il prestigioso mondo di Cinzano, ha tenuto una riunione a Canelli per sostenere la filiera agricola dell’Asti Docg. Il Gruppo Caffo ha il proprio cuore pulsante a Limbadi, piccolo paese collinare della provincia di Vibo Valentia. L’acquisizione di Cinzano è avvenuta nel massimo rispetto di una tradizione nobilissima che risale addirittura al 1757 (prima della Rivoluzione Francese!). Non solo stima per ciò che è stato, ma ferma volontà di potenziare e rafforzare uno stile e un modello produttivo che hanno avuto fortissimi e imprescindibili legami con il territorio. Nuccio Caffo ha incontrato i conferitori storici delle uve Moscato utilizzate per la produzione dell’Asti Cinzano (LEGGI) e ha dato loro conferme, nel segno di una piena condivisione di obiettivi che hanno radici profonde. Il Gruppo Caffo 1915 non si è presentato come una sorta di “invasore”, ma come una solida garanzia di continuità peraltro già dimostrata con successo in altri contesti italiani, dalla Puglia al Friuli. «È un segnale importante per il nostro territorio – ha dichiarato la Sindaca di Canelli, Roberta Rosa Giovine – perché valorizza il legame tra una realtà storica come Cinzano e i viticoltori locali, custodi di una tradizione che rende Canelli la città delle bollicine. Iniziative come questa possono rafforzare la filiera e contribuiscono a dare prospettiva al comparto». Le aziende agricole coinvolte sono circa 170, ed alcune di esse sono legate a Cinzano da più generazioni. Un sentito apprezzamento è giunto anche dal Consorzio di Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti, intenzionato a rilanciare la Docg e a fare affermare nuovi gioielli quali l’Asti Rosé Docg. Qualche calabrese che ancora pensa con nostalgia alla floridezza del Regno Borbonico non usa in modo affabile l’aggettivo “piemontese”. Anche per alcuni storici dell’Unità d’Italia i Piemontesi, almeno nei primi decenni che seguirono l’unificazione, non si dimostrarono molto attenti alle esigenze del Sud, alla sua essenza disegnata dai millenni, alla sua dimensione economico-sociale, ai suoi punti di forza. Qualcuno ha anche parlato di “annessione sabauda” piuttosto che di processo di unificazione. Ecco perché ritengo che quest’azione del Gruppo Caffo in Piemonte abbia rilevanza strategica e contribuisca a ricucire ferite storiche: positività, voglia di fare bene, rispetto delle tradizioni identitarie, valorizzazione delle energie locali, salvaguardia di culture secolari. Un percorso meritorio che non si può non condividere e che è giusto sottolineare. Le filiere agricole sono un patrimonio irrinunciabile del Paese e sono alla base di quel Made in Italy apprezzato in tutto il mondo, perché garantiscono unicità, autenticità, diversità premiante, vera eccellenza. A Canelli il Gruppo Caffo ha scritto una significativa pagina di storia nazionale! (Massimo Tigani Sava)

 

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