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Riso, stop della Ue alle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania. Coro di sì in Italia che è il primo produttore europeo

6 Novembre 2018 - Local Genius

Riso, stop della Ue alle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania. Coro di sì in Italia che è il primo produttore europeo


Giudizi positivi da parte di Coldiretti e di Confagricoltura, a difesa della produzione risicola Made in Italy

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«Finalmente la Commissione Europea ha proposto di ripristinare per tre anni i dazi nei confronti delle importazioni di riso proveniente dalla Cambogia e dalla Birmania dove è stato raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione. È quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per il documento pubblicato dalla Commissione europea per la prevista valutazione di medio termine del Sistema delle Preferenze Generalizzate (SPG) per rivedere anche le agevolazioni tariffarie a dazio zero concesse ai Paesi asiatici EBA (“Tutto tranne le armi”)». Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata il 6 novembre 2018 da Coldiretti nazionale, e che riportiamo integralmente. «Nel documento conclusivo dell’indagine avviata nel marzo scorso, la Commissione ha riconosciuto il danno economico dovuto ai volumi di importazioni di riso indica e ammette anche che in Cambogia si sono verificati notevoli violazioni dei diritti umani in relazione all`accaparramento delle terre che – sostiene la Coldiretti – giustificano l’attivazione della clausola di salvaguardia e lo stop alle agevolazioni. Una necessità sostenuta con la mobilitazione della Coldiretti per fermare la concorrenza sleale che ha provocato il crollo delle quotazioni del riso in Italia e messo in ginocchio migliaia di aziende. Sono infatti – precisa la Coldiretti – aumentate del 66%, tra settembre 2017 e luglio 2018, le importazioni europee di riso dalla Birmania». «La crisi è drammatica e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l’Italia – rileva la Coldiretti – è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 234.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica. Il documento di valutazione – sostiene la Coldiretti – sarà presentato in occasione del gruppo di lavoro del Consiglio di metà novembre per la decisione definitiva con il voto dei 28 Paesi. Secondo la Coldiretti non è accettabile che l’Unione Europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale ed è invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore».

“Un risultato importante, frutto di un grande lavoro, che ha coinvolto risicoltori, cooperative, trasformatori e istituzioni e che ci auguriamo prosegua anche in futuro”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, commenta «le conclusioni dell’inchiesta della Commissione europea sulle importazioni dai PMA (Cambogia e Myanmar) in base alle quali proporrà al voto dei 28 Paesi l’applicazione della clausola di salvaguardia a tutela della filiera risicola europea». Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata da Confagricoltura nazionale il 6 novembre 2018, e che riportiamo integralmente. «La Commissione ha dovuto prendere atto dell’esistenza di un danno reale provocato al riso europeo dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar – spiega il comunicato – ed è disponibile dunque a revocare dal 2019, per tre anni, le esenzioni dai dazi per questi Paesi, proponendo di applicare una tariffa doganale pari a 175 €/ton per il primo anno ed in misura ridotta per il secondo e terzo anno. Confagricoltura, che ha avuto un ruolo fondamentale nella battaglia sindacale, sostenendola in ogni fase, in collaborazione con l’Ente Risi – a partire dai due Forum europeo dei risicoltori di Milano e Bruxelles e nei rapporti con le Amministrazioni coinvolte – richiama l’attenzione sul livello effettivo delle tariffe doganali che si intenderà ripristinare». “Ci sono infatti tutte le condizioni – sostiene l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – perché le tariffe doganali rimangano inalterate per i prossimi tre anni”. «Confagricoltura ricorda che l’Italia – precisa il comunicato – è il principale Paese produttore di riso dell’Unione Europea e da alcuni anni sta subendo le conseguenze di un massiccio aumento delle importazioni, in particolare quelle provenienti dall’area asiatica con specifico riferimento a Myanmar e Cambogia. Tale situazione è determinata in gran parte dalle concessioni unilaterali della UE ai Paesi Meno Avanzati (PMA) effettuate in base alle norme EBA, poiché in questo caso, di fatto, si concretizzano con l’esenzione totale dei dazi doganali nell’export verso l’Europa. Nei mesi scorsi risultava che circa il 70% del riso importato nella UE non paga tariffe doganali e l’aumento delle esportazioni verso la UE in pochi anni ha portato il Myanmar ad occupare la seconda posizione in termini di quantità come fornitore di riso dell’Europa dopo l’India, superando, quindi, la Cambogia che occupa il quarto posto dopo la Tailandia. La Birmania, inoltre, è il quinto fornitore di riso europeo per valore, preceduta da India, Tailandia, Cambogia e Pakistan e risulta, peraltro, avere un notevole ulteriore potenziale di esportazione». “Naturalmente – conclude Confagricoltura – questo aumento di offerta ha condizionato in termini negativi anche i prezzi del riso nel mercato italiano”.

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