Il Vinitaly and the City di Sibari (17-19 luglio 2026), sarà l’occasione per poter degustare il miglior vino rosso al mondo, così come decretato dal concorso enologico Berliner Wine Trophy edizione 2025: il Francesco II delle Cantine Bruni di Melissa. Parlando di vini d’eccellenza la tradizione locale è senz’altro importante. Nel mondo globale, però, prevalgono sempre di più le caratteristiche distintive dei singoli territori, come nel caso di Melissa con le sue colline vitate figlie di storie millenarie. Melissa (provincia di Crotone) si affaccia sul versante jonico della Calabria, è attraversata dal torrente Lipuda e confina con l’area vitivinicola del Cirò: da tempi remoti vi si coltivano uve di straordinaria qualità. Mario Bruni, giovane imprenditore che sta dimostrando grande competenza e passione, è l’erede di una famiglia che da più generazioni si occupa di filari, grappoli e vini di pregio. Tra le intuizioni di Mario Bruni la coltivazione alle latitudini di Melissa di prestigiosi vitigni internazionali che hanno dato risultati sorprendenti. Il terreno, il clima e il microclima, l’irraggiamento solare, l’aria limpida, la vicinanza del mare, la cura meticolosa nella coltivazione e nella vinificazione hanno esaltato la biodiversità dei luoghi. Non è un caso, quindi, che il “Francesco II” di Cantine Bruni abbia ottenuto, come accennato, uno dei Premi Speciali del concorso enologico Berliner Wine Trophy edizione 2025. Il Francesco II è stato giudicato (tra circa 14.500 diverse etichette esaminate) quale miglior “Vino Rosso Semi-Dry” nella categoria VINI ROSSI suddivisa in quattro sezioni: il miglior “Vino Rosso Dolce”, il miglior “Vino rosso Secco”, il miglior “Vino rosso Semi-dolce”, il miglior “Vino rosso Semi-Dry”.
Grande entusiasmo, ovviamente, per la cantina e per i suoi estimatori al Vinitaly edizione 2026, tenutosi a Verona in aprile: l’ambito riconoscimento a livello mondiale è stato considerato l’ennesimo traguardo raggiunto da un’azienda vitivinicola in forte crescita, sempre più amata da estimatori e conoscitori di etichette importanti. Dalla Città Scaligera a Sibari per il Vinitaly and the City, dove il Francesco II sarà senz’altro uno dei protagonisti. Mario Bruni, titolare della cantina, al momento del conferimento del premio ha dimostrato legittima soddisfazione, anche perché l’etichetta Francesco II è una delle più importanti e amate di una proposta enologica che si esprime, con la filosofia della filiera corta, a Melissa. Siamo nel cuore dell’Enotria e della Magna Grecia, con vigneti che vengono coltivati sulle colline della vallata del torrente Lipuda. Paesaggi straordinari, un terroir unico, qualità organolettiche che – come si è già accennato – solo il sole, il clima e la terra della Calabria Jonica possono offrire. “Francesco II” è storia e tradizione familiare, così come racconta l’etichetta stessa: Francesco Bruni è il nonno, padre di Mario Bruni, ma è anche Francesco Bruni figlio di Mario. Tre generazioni accomunate da esistenze, sentimenti, affetti vissuti tra le vigne ed esaltate ogni anno dal rito della vendemmia. Le Cantine Bruni si contraddistinguono per una sapiente e rispettosa coltivazione di vitigni autoctoni, a partire dal Gaglioppo, ma anche per la precisa volontà di investire sui cosiddetti vitigni internazionali che, come sanno i veri esperti di vitivinicoltura, proprio nelle regioni del Sud Italia trovano condizioni favorevolissime per dare il meglio di sé, peraltro in maniera unica e distintiva.
Il Francesco II è un blend di Merlot e di Cabernet Sauvignon coltivati nei vigneti di famiglia presenti nei territori di Melissa e Carfizzi. Un lavoro attento e scrupoloso che si trasmette, di padre in figlio, da decenni. Il Francesco II è affinato per 1 anno in barrique di rovere francese ed un secondo anno in barrique di rovere americano. Mario Bruni conosce bene i mercati internazionali e commentando il recente premio, che ha inserito il Francesco II tra i vini più pregiati al mondo, ha affermato: «La Calabria ha recuperato un’immagine significativa, a livello globale, proprio in questi ultimi anni, accendendo i fari su una regione bellissima, fertilissima e patria della Dieta Mediterranea. Riconoscimenti di notevole spessore come quello attribuito al Francesco II a Berlino contribuiscono a far crescere il nome della Calabria nel mondo e a indurci a dare sempre di più, a investire, a dedicare anima e corpo ai nostri vigneti. Al Francesco II mi lega, peraltro, la storia della mia famiglia che con enormi sacrifici ha curato le vigne nella convinzione ferma che non possa esistere un vino d’eccellenza senza uve di valore assoluto».


























