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Elvio Bonollo, presidente Istituto Nazionale Grappa: valorizzare e promuovere l’italianità. Il packaging

17 Settembre 2016 - Local Genius

Elvio Bonollo, presidente Istituto Nazionale Grappa: valorizzare e promuovere l’italianità. Il packaging




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“Una passerella della migliore produzione dell’arte distillatoria selezionata dal Premio Alambicco d’Oro e una occasione di confronto su come la grappa sia di fatto entrata a far parte nell’immaginario collettivo della cultura enogastronomica italiana: Elvio Bonollo, Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, intervenendo all’incontro “La grappa e le acquaviti nella cultura enogastronomica italiana” in occasione della cinquantesima edizione del Douja d’Or di Asti (9 -18 settembre) insieme ad Anag, ha parlato del ruolo dei distillatori nella promozione della peculiarità italiana che, ci ha tenuto a ricordare, non è soltanto saper utilizzare i canali di comunicazione ma essere aperti e pronti a sposare nuove modalità di avvicinamento del consumatore, ivi compresa la contestualizzazione ambientale e la valorizzazione dei territori di produzione. Un esempio di ciò è la tredicesima edizione di Grapperie Aperte in programma per il prossimo 2 ottobre, con 28 distillerie di tutta Italia che hanno risposto all’invito dell’Istituto Nazionale Grappa”. Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata il 17 settembre 2016 e che riportiamo integralmente. “L’italianità della grappa – ha spiegato il Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, Elvio Bonollo – è un valore che oggi può essere efficacemente trasmesso in primis attraverso il  packaging: da esso dipende, infatti, il primo contatto visivo che il consumatore ha con il prodotto e da esso dovrebbe derivare l’immediata riconoscibilità dello stesso. Il packaging nel settore della grappa si è molto evoluto in termini di originalità, eleganza, forza comunicativa: ma le aspettative create dal packaging richiedono poi di trovare riscontro nel contenuto. Le grappe di oggi, da questo punto di vista, riescono a rispondere ai gusti anche dei consumatori più esigenti e raffinati. Il modo migliore ed insuperabile per farle apprezzare in tutta la loro intensità, ampiezza, ricchezza, eleganza, franchezza è la degustazione, singolare o in abbinamento con cibi o altri prodotti che contribuiscono alla sua esaltazione”.

“Indubbiamente ogni azienda ha la propria ricetta esclusiva – sottolinea la nota stampa – ma gli elementi centrali che vengono comunicati sono da un lato il prodotto, inteso come contenitore (packaging) e contenuto (le caratteristiche distintive della grappa proposta), dall’altro “il mondo” che sta alla base di quella grappa: un mondo che il consumatore non può conoscere dal solo prodotto, ma di cui molto spesso vuole sapere per dar ulteriore valore e capire meglio il prodotto stesso”.  “Se per comunicare la grappa in maniera efficace occorre conoscenza, passione e la disponibilità in loco dello stesso per poterlo degustare – ha aggiunto Bonollo – l’efficacia massima della spiegazione e l’effettiva comprensione del “mondo” affascinante che sta dietro alla nostra acquavite nazionale richiede inevitabilmente la visita in distilleria. L’esperienza diventa anche qui concretamente sensoriale: dai profumi di vinaccia ai vapori della grappa. E’ solo in distilleria che, vedendo la grappa sgorgare lentamente dall’alambicco ed ascoltando i segreti produttivi di chi la fa, si respirano secoli di tradizione, storia, passione”. Un intervento, quello legato all’importanza del packaging, che si contestualizza a pieno – conclude il comunicato – anche con la premiazione dei prodotti “spiritosi” selezionati al 33° Premio Alambicco d’Oro in programma dopo l’incontro: oltre ai riconoscimenti tradizionali, quest’anno è stata introdotta una nuova categoria, ovvero ‘Il vestito della grappa’, premio di design assegnato per la prima volta da Anag alla bottiglia giudicata più bella per etichetta e forma valutandone eleganza, creatività, innovazione, originalità e appeal verso il consumatore.

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