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Agricoltura e crimini economico-sociali. Trionfa l’ipocrisia mentre la crisi spaventosa che distrugge anche la Calabria resta nascosta

5 Giugno 2026 - Massimo Tigani Sava

Agricoltura e crimini economico-sociali. Trionfa l’ipocrisia mentre la crisi spaventosa che distrugge anche la Calabria resta nascosta




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Agricoltura e crimini economico-sociali. Trionfa l’ipocrisia mentre la crisi spaventosa che distrugge anche la Calabria resta nascosta

La recente tragedia che ha colpito la Calabria, e che richiama la piaga del caporalato, rischia per eterogenesi dei fini di alimentare anche un’ondata di ipocrisia e di cattiva politica. Non voglio parlare del caso specifico che lascio, in quanto fatto criminale, alle valutazioni della magistratura. Né del resto i diffusi fenomeni di caporalato esistenti sono meno gravi se non conditi anche da orribili omicidi e torture. Il quadro generale, però, è più complesso. Se non vogliamo fare gli sciocchi perbenisti che si commuovono solo di fronte alla “punta dell’iceberg”, cerchiamo di guardare all’intero “iceberg” che riguarda la più ampia situazione in cui si trova gran parte della produzione agricola e agroalimentare italiana: drammatica, insostenibile e ingiusta.  Un’Europa cieca, aggrappata solo alla furia burocratica, senza adeguata guida politica, sta consentendo che il Vecchio Continente venga invaso ogni giorno da tonnellate e tonnellate di granaglie, olio d’oliva, vini, frutta e ortaggi semilavorati, carni, ecc. che danneggiano pesantemente le imprese e i lavoratori del Vecchio Continente. Si pensi alla catastrofe economica e sociale (io direi anche morale) che sta colpendo proprio in questi giorni il mondo del riso in Italia. La risicoltura italiana, infatti, sta vivendo una condizione di devastante crisi determinata dal crollo verticale dei prezzi di vendita, accentuata dall’aumento davvero insostenibile dei costi di produzione. Sulla stampa nazionale si legge che le quotazioni di ottime varietà storiche, quali ad esempio il Carnaroli e il Vialone Nano, sono dimezzate rispetto al recente passato: la potente spinta al ribasso è causata da rilevanti importazioni di riso extra-UE a basso costo. Analoga situazione sta vivendo il comparto dell’olio d’oliva che per la Calabria è trainante. Eccola la gigantesca tragedia economico-sociale che sfugge all’analisi di tante lacrime tardive o, ripeto, di fatto ipocrite e demagogiche. Non occorre essere dei premi Nobel per capire che l’insostenibilità di una buona porzione dell’agroalimentare italiano (di quel famoso Made in Italy di cui tutti parliamo anche senza conoscerlo a fondo) non può non riflettersi negativamente sulle imprese, sui lavoratori e sui consumatori. Tutti schiavi e vittime dell’identica viziosa dinamica che non può essere letta con la chiave interpretativa ottocentesca del rapporto deviato e sbilanciato tra Capitalisti rapaci e Masse Lavoratrici indifese. Il sistema non funziona per nessuno e causa, pertanto, fallimenti, insolvenza creditizia, sfruttamento generalizzato della manodopera, speculazioni che annientano il potere d’acquisto delle famiglie, impoverimento sistemico. Un crimine sociale che cammina di pari passo ai crimini individuali! Si assiste, immobili, ad un continuo attentato alle famiglie e alla tenuta economica di milioni di persone e cittadini. Da Paesi non soggetti alle rigide regole europee (sul lavoro, sulla sicurezza, sulla legalità, sull’inquinamento, sulla salubrità del cibo, sulla previdenza…) giungono quotidianamente migliaia di container carichi di cibo o semi-lavorati di ogni tipo, sui quali grava anche il rischio che nasce dalle modalità di trasporto. Sì, gli apparati pubblici fanno il massimo per controllare, analizzare, verificare, reprimere le illegittimità… Ma qui non stiamo parlando di chili o quintali di cibo, ma di valanghe di derrate alimentari che ogni istante si riversano, anche a norma, nel Vecchio Continente. Quest’Europa debole, incapace di difendere se stessa, comunque impegnata nel tutelare i privilegi di certa burocrazia e di certa politica, ma anche la sonnacchiosa indolenza di tante parti sociali, è la responsabile primaria della progressiva distruzione del sistema agricolo e agroalimentare. Quanti resistono, in un mercato così fatto, sono dei veri e propri eroi. Stop al trionfo dell’ipocrisia e si inizi ad analizzare seriamente i problemi. La Regione Calabria potrebbe avviare una cabina di monitoraggio e di raccolta dati che faccia da faro all’intero Continente. L’Europa muore e in campo vedo solo palliativi e feudatari di una politica stantia! (Massimo Tigani Sava)

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