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Export vini italiani: in tre soli Paesi la metà del valore complessivo. E sono gli spumanti a trainare, statici i vini fermi

28 Marzo 2019 - Local Genius

Export vini italiani: in tre soli Paesi la metà del valore complessivo. E sono gli spumanti a trainare, statici i vini fermi


Il convegno di Confagricoltura su “Vino e mercati terzi”. Usa, Germania e Tran Bretagna sono le destinazioni di riferimento. Export cresce in valore ma non in volumi

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«Le misure di accompagnamento per le imprese vitivinicole che intendono affrontare i mercati internazionali, quali l’OCM Promozione, funzionano e i risultati dell’export enologico italiano lo dimostrano. Occorre tuttavia mantenere alta l’attenzione sulle strategie di crescita dell’Italia vitivinicola e delle imprese, monitorando consumi, prezzi, tendenze e politiche commerciali. Il workshop “Vino e mercati terzi” organizzato da Confagricoltura a Palazzo della Valle a Roma illustra lo scenario attuale, in particolare per i Paesi rientranti nel programma OCM. L’evento si inserisce nell’ambito nella quattro giorni di B2B organizzati da ConfagriPromotion con buyer provenienti da Stati Uniti, Giappone, Russia e Brasile e oltre cinquanta cantine partecipanti da tutta Italia». Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata da Confagricoltura nazionale il 27 marzo 2019, e che riportiamo integralmente.

«La situazione del settore vitivinicolo italiano – spiega la nota stampa – può essere così sintetizzata: il volume prodotto nell’ultima campagna è superiore del 30% rispetto alla precedente, i prezzi sono in calo costante, il mercato interno è fermo e l’export ha risultati positivi in valore ma, purtroppo, non altrettanto in volume. Le esportazioni di vino a fine 2018 valgono 6,2 miliardi di euro (+3,3%). Si consolida il ruolo di traino degli spumanti, ma per i vini fermi il mercato è molto più statico. In volume, le analisi di mercato presentano un trend delle esportazioni in calo dell’8% con circa 20 milioni di ettolitri. A soffrire di più sono appunto i vini fermi, che perdono il 5%».

“In tale scenario – afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – le aziende sono doverosamente orientate a utilizzare strumenti di promozione e a ipotizzare strategie per accrescere la propria competitività sui mercati. Confagricoltura sostiene le imprese in questo percorso e ha aumentato il proprio impegno con un ricco programma di incontri commerciali in Italia e all’estero”. “Serve tuttavia una regia complessiva che eviti la sovrapposizione di eventi internazionali e rafforzi la capacità di penetrazione sulle piazze mondiali dell’Italia vitivinicola – aggiunge Giansanti –. Come Confagricoltura, inoltre, sosteniamo l’apertura di negoziati per la stipula di accordi di libero scambio tra la UE e i Paesi terzi. L’abbattimento dei dazi doganali, la riduzione delle barriere non tariffarie, l’armonizzazione delle regolamentazioni, il miglioramento delle relazioni con i Paesi esteri, infatti, non possono che rendere il commercio internazionale più semplice e fruibile per gli operatori”.

«Il principale mercato di sbocco per i vini italiani sono gli Stati Uniti, con 1,5 miliardi di euro e un trend in crescita. Sommando però il valore dell’export verso gli Stati Uniti con quello verso la Germania (circa 1 miliardo di euro) e il Regno Unito (0,8 miliardi) si arriva a 3,3 miliardi di euro: questo significa che più della metà del valore del vino esportato – conclude la nota stampa – è venduto su tre sole piazze. È naturale, quindi, che le imprese vadano sostenute nell’affrontare anche altri mercati. La misura OCM Promozione rappresenta pertanto un’occasione importante per aiutare le aziende a vincere questa complessa sfida».

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