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Metropolitana di Catanzaro: una nuova infrastruttura strategica che può sanare il disastro urbanistico iniziato nel Dopoguerra

3 Gennaio 2026 - Massimo Tigani Sava

Metropolitana di Catanzaro: una nuova infrastruttura strategica che può sanare il disastro urbanistico iniziato nel Dopoguerra


Occorrono due condizioni essenziali: corse frequenti in un arco temporale quotidiano abbastanza lungo e possibilità di parcheggiare comodamente per accedere alle diverse stazioni

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Metropolitana di Catanzaro: una nuova infrastruttura strategica che può sanare il disastro urbanistico iniziato nel Dopoguerra

Il 2026 potrebbe essere per Catanzaro l’anno della Metropolitana! Questa nuova importante infrastruttura, inaugurata parzialmente il 31 dicembre scorso, ha in sé tanti aspetti di rilevanza strategica, anche al di là di una penosa corsa che certe classi dirigenti da dimenticare forse immaginano di avviare nel tentativo di confondere l’opinione pubblica. La storia di Catanzaro è nota a tutti, ma nel possibile e subdolo gioco revisionistico teso a nobilitarla e distorcerla ci sono troppi peccati condivisi da nascondere, e quindi la sagra del “volemose bene” viene accolta con diffusa e ipocrita acquiescenza. Rilevanza strategica, dicevamo, proprio perché questa Metropolitana può sanare errori drammatici compiuti dal Dopoguerra fino a tempi più recenti. Anche le cronache legate al lavoro della magistratura hanno avuto nel tempo piena consapevolezza di tali errori nefasti che non sono da imputare a singoli protagonisti di una lunga vita politica comunale, provinciale e regionale oggettivamente complessa, ma al convergere di interessi salottieri, di politicume multicolore cinico e ingordo, di imprenditoria malata, con condimento di qualche lungo copricapo. Per decenni il territorio è stato devastato, a partire da azioni di pesante cementificazione non adeguatamente programmate e concepite. Una passeggiatina lungo la Fiumarella, solo per proporre qualcuno degli esempi possibili, potrebbe risvegliare qualche assurda amnesia! Di ciò che Catanzaro non è diventata e non ha saputo essere è stato responsabile un bel pezzo di sistema. Quello stesso sistema che ha un altro vizietto: indicare con il dito solo qualcuno perché così fa comodo a tutti. E invece il disordine urbanistico del Capoluogo, infarcito anche di ben remunerati progetti più o meno realizzati, è stato il frutto di una convinta irresponsabilità collettiva, evidentemente funzionale e utile per alcuni settori, ma poco redditizia per la cittadinanza. Fermiamoci qui, per ora, suggerendo di mettere mano a un saggio specifico (libro bianco, si diceva un tempo!) sui progetti, anche nel rapporto tra gli stessi e le opere cantierate e concluse! Ho partecipato personalmente all’inaugurazione del 31 dicembre mattina e con piacere ho assistito ad uno sforzo corale delle istituzioni in campo finalizzato a tracciare percorsi virtuosi. La Metropolitana, con alcune condizioni che elencherò da qui a breve, potrà contribuire fortemente a ricucire la proverbiale disarticolazione urbanistica di Catanzaro che dall’antica Marina sale fino a Sant’Elia: in mezzo rioni e quartieri da ripensare e da portare a sintesi armonica, proprio grazie a questa infrastruttura decisiva. Da cittadino e da osservatore confesso di essere uno dei troppi che usano la propria auto per muoversi in città. Come fare diversamente, del resto, se soprattutto non si hanno orari fissi e prevedibili? Dal palco della stazione di Lido è stato detto che entro pochi mesi l’intera opera sarà fruibile. Intanto si potrà pensare al suo adeguato funzionamento a regime. Affinché si possa trarre pieno beneficio da questa infrastruttura, sanando piaghe purulente, occorrono due condizioni essenziali: corse frequenti in un arco temporale quotidiano abbastanza lungo (almeno dalle 6 di mattina fino a mezzanotte, festivi compresi) e possibilità di parcheggiare comodamente per accedere alle diverse stazioni. Durante il viaggio inaugurale di fine anno tutti abbiamo ricordato, con atmosfere da Nuovo Cinema Paradiso, l’antica littorina della Calabro-Lucana. La Metropolitana è e dovrà essere ben altro. La Regione Calabria, ha affermato pubblicamente il Presidente Roberto Occhiuto rivendicando i meriti dell’Ente, sosterrà questo cambiamento di passo per tre anni: intanto occorrerà pensare, con saggezza e pensiero unanime, e senza dilapidare tempo prezioso, a metter su un modello economico-sociale di funzionamento che induca i Catanzaresi, i visitatori occasionali e i pendolari, a muoversi sfruttando al massimo la Metropolitana. Lo stesso spirito di piena collaborazione emerso il 31 dicembre, dovrà replicarsi da subito per immaginare soluzioni tanto sostenibili quanto efficienti ed efficaci. Il sindaco Nicola Fiorita è chiamato a giocare da subito il ruolo di enzima catalizzatore. (di Massimo Tigani Sava)

Fotografia pubblicata: la Metropolitana di Catanzaro inaugurata il 31 dicembre 2025 (particolare dei nuovi convogli)

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