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Valorizzare le radici storico-identitarie del cibo e del vino rende la Calabria unica e distintiva sui mercati globali

6 Maggio 2025 - Local Genius

Valorizzare le radici storico-identitarie del cibo e del vino rende la Calabria unica e distintiva sui mercati globali


Incontro a Tutto Food Milano con l'assessore Gianluca Gallo, artefice assieme al presidente Roberto Occhiuto di una svolta politica strategica, Anita Minisci e Maria Cristina Di Giovanni

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Valorizzare le radici storico-identitarie del cibo e del vino rende la Calabria unica e distintiva sui mercati globali

«La valorizzazione delle radici identitarie e storico-culturali della Calabria è fondamentale per sostenere, con una spinta tanto efficace quanto autorevole e assolutamente distintiva, le produzioni agroalimentari ed enologiche calabresi. Una terra la cui storia si conta in millenni, e che quindi nello scorrere dei secoli ha portato a sintesi inimitabile lo stratificarsi dei tanti apporti delle civiltà con le quali è venuta a contatto, può e deve far leva su questo tesoro unico per gridare al mondo le proprie peculiarità positive, attrattive, affascinanti, capaci peraltro di dare tante delle risposte necessarie per contrastare i fenomeni distruttivi di un certo modo di gestire la globalizzazione. La Calabria ha dato un contributo straordinario all’idea di “vita a misura d’uomo” messa in discussione dagli esiti nefasti di processi mondiali che stanno distruggendo i princìpi basilari della convivenza umana, e questo è il primo messaggio forte che parte dal mio recente volume “L’Alberello Enotrio” presentato sia al Vinitaly sia a Tutto Food Milano, edizioni 2025». Lo ha affermato Massimo Tigani Sava, giornalista e saggista, a margine di uno dei due momenti di riflessione che sono stati programmati nell’area Calabria della kermesse milanese dedicata al cibo.

L’assessore all’Agricoltura della Regione, Gianluca Gallo, nel corso del primo dei due incontri pubblici tenuto nell’area espositiva della Calabria a Tutto Food Milano, ha riassunto alcuni obiettivi strategici che riguardano la promozione dell’agroalimentare e della vitivinicoltura: «Come già accaduto al Vinitaly, e d’intesa con il Presidente Roberto Occhiuto, vogliamo rafforzare le nostre filiere anche con il potenziamento del racconto che basa sulle radici storico-culturali e identitarie di una terra antichissima che fu Enotria prima ancora che Magna Grecia. L’approdo di successo del Vinitaly Sibari non è stato quindi un caso, ma un’ulteriore tappa, concordata con le autorità che governano i siti archeologici, di apertura verso il pieno recupero di un’unicità calabrese che deve essere raccontata e spiegata al mondo intero, che può aprire nuovi spazi di mercato, che arricchisce la qualità e l’autenticità della nostra proposta agroalimentare. Anche l’arrivo di Merano Wine Festival a Cirò Marina, area vitivinicola tra le più antiche del Mediterraneo, è in piena sintonia con questa idea di rafforzare le filiere della qualità con il racconto del territorio a 360 gradi, partendo proprio dagli Enotri e dai Greci, per giungere ai secoli successivi tutti comunque ricchi di contributi assolutamente originali e ancora attualissimi».

Al confronto a più voci, introdotto dal giornalista e saggista Massimo Tigani Sava, hanno portato il loro contributo Anita Minisci, esperta di produzioni agrumicole e olivicole nella Piana di Sibari, e Maria Cristina Di Giovanni del Consorzio Olio extravergine di oliva Lametia Dop. Tema prescelto: “Le radici storico-culturali e identitarie della Dieta Mediterranea in Calabria: dai Sissizi del mitico Re Italo alla legislazione di Zaleuco, alla Scuola di Pitagora, al lusso di Sibari, alle vasche per l’itticoltura di Cassiodoro, alle ricerche di Ancel Keys”. Sottolineato dagli intervenuti l’apporto che un’agricoltura consapevole delle proprie nobili radici offre anche al turismo, rafforzando l’attrattività dei singoli territori.

Tigani Sava, richiamando anche gli studi di valentissimi storici ed archeologi, ha messo in evidenza alcuni dei tantissimi argomenti che mettono in relazione le radici culturali e identitarie della Calabria con la Dieta Mediterranea, studiata da Ancel Keys a partire dal 1952 e riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco. Il ritrovamento di numerosi dolii dedicati alla conservazione dell’olio d’oliva (e di altri prodotti agricoli) a Broglio di Trebisacce, così come in altri siti enotri, e risalenti ad alcuni secoli prima della colonizzazione greca, testimoniano quanto in Calabria l’economia dell’olio fosse già matura e centrale. Nel secondo millennio a.C. gli Enotri coltivavano e trasformavano le olive, e molto probabilmente le commercializzavano o comunque conservavano l’olio in appositi magazzini per finalità eccedenti l’autoconsumo. In stretta connessione con queste produzioni agricole tipiche mediterranee (olio, vino, cereali…) i Sissizi del mitico re Italo, vera radice della Dieta Mediterranea. Un accenno è stato dedicato alla Scuola Pitagorica, nonché alla tradizione medica crotoniate di Democede e Alcmeone, per ricordare come molte intuizioni sul fronte della dieta equilibrata, dell’alimentazione costruita a seconda delle esigenze di ogni singolo soggetto, risalgano appunto al grande filosofo insediatosi a Kroton nella seconda metà del VI secolo a.C. In quell’epoca gli atleti crotoniati, con in testa lo straordinario Milone, il più famoso olimpionico di tutti i tempi, prevalevano nelle diverse gare panelleniche riscuotendo l’ammirazione di tutto il mondo greco. Allenamenti studiati, ma anche alimentazione adeguata per sostenere gli sforzi di lottatori, corridori, talenti impegnati in discipline durissime. Accenni alla legislazione di Zaleuco a Locri, altro personaggio mitico che secondo la storiografia antica introdusse di fatto il concetto attuale di “chilometro zero” (vendita diretta dei prodotti agricoli dal proprietario terriero al consumatore, evitando l’intermediazione commerciale), e alle vasche per la piscicoltura volute dal grande Cassiodoro nel Golfo di Squillace, anticipatrici lungimiranti di questioni alimentari molto attuali oltre che del tema del benessere animale.

L’assessore Gianluca Gallo, concludendo, ha affermato come «la Calabria agroalimentare ed enologica deve appropriarsi sempre di più delle proprie radici storico-culturali e identitarie che rendono più forte, più spendibile e ricco, in maniera distintiva, il paniere di specialità d’eccellenza garantito dal lavoro delle nostre aziende». Tigani Sava, riprendendo per pochi secondi la parola, ha spiegato il sistema Grand Terroir ed ha concluso con una frase di Corrado Alvaro, targata 1931, dedicata all’orgoglio dei temi di vita locale.

La collettiva della Regione Calabria a Tutto Food Milano è organizzata dal Dipartimento Agricoltura della Regione e dell’Arsac, presente il direttore generale Fulvia Caligiuri. Le aziende calabresi presenti sono 102. La kermesse è aperta fino all’8 maggio. Nel giorno dell’inaugurazione tante visite autorevoli e significative, a partire dal ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida, e dal ministro delle Infrastrutture, Salvini.

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