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Olio d’Oliva, parte a Catanzaro il Sol Calabria 2025: il sistema pubblico ha investito tantissimo, ora è il momento delle imprese!

19 Dicembre 2025 - Massimo Tigani Sava

Olio d’Oliva, parte a Catanzaro il Sol Calabria 2025: il sistema pubblico ha investito tantissimo, ora è il momento delle imprese!


Occorre mettere in campo ulteriori sforzi adeguati per raccogliere tutti i risultati sperati: c'è chi ha fatto già molto, altri possono muoversi in maniera più convinta

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Olio d’Oliva, parte a Catanzaro il Sol Calabria 2025: il sistema pubblico ha investito tantissimo, ora è il momento delle imprese!

Si apre un’importante due giorni dell’Olio extravergine di Oliva in Calabria. Questa mattina si inaugura il “Sol and the City” (polo fieristico di Catanzaro, quartiere Lido, 19-20 dicembre), creatura di Veronafiere che ha trovato nella Regione Calabria un partner strategico. Dopo il successo di “Vinitaly and the City” dell’estate scorsa a Sibari, ecco la partita, ancora più decisiva dal punto di vista economico e non solo, dell’olio Evo. Ieri alla Cittadella la conferenza stampa di presentazione con l’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, e il direttore generale di Arsac, Fulvia Caligiuri. La Calabria è terra d’olio per eccellenza autentica, per identità storico-culturale, per tradizioni, ed anche per quantità prodotte. L’antico Bruzio è una delle regioni del Mediterraneo a più alta vocazione olivicola, ed in Italia, per ettari coltivati e quantità generate, è seconda solo alla Puglia. Un patrimonio straordinario di biodiversità (tante le cultivar autoctone, diverse delle quali contemplate anche nel disciplinare Igp, o nelle Dop) completa un quadro che disegna un potenziale di rilevanza strategica. La Regione, non solo in questi ultimi anni nei quali si assiste comunque a una decisiva accelerazione, ha investito tantissime risorse finanziarie nel settore olivicolo. L’assessore Gallo ha ricordato alla stampa le imminenti azioni relative a ulteriori finanziamenti europei destinati al rafforzamento di tutta la filiera, frantoi compresi. Miliardi di lire e milioni di euro sono piovuti in Calabria, nei decenni, sul settore olivicolo, finanziando ad esempio il biologico o la sistemazione di vecchi e nuovi impianti. Il sistema pubblico ha fatto tantissimo: ora è il momento delle imprese che sono chiamate a mettere in campo ulteriori sforzi adeguati per raccogliere tutti i risultati sperati. La Calabria non è più la terra dell’olio venduto all’ingrosso, magari anche nella dimensione del cosiddetto “lampante” (cioè un olio di bassa qualità alimentare ed organolettica), ma vanta aziende che sono a buon punto con l’imbottigliamento, l’etichettatura, la riconoscibilità del proprio prodotto anche in termini di cultivar utilizzate. Si può fare molto di più sia da parte di chi, meritoriamente, ha già compiuto considerevoli passi in avanti, sia da parte di quanti ancora non si sono mossi per come potrebbero. L’Ue e la Regione hanno fatto e continuano a fare tanto: ora sono le energie provenienti dall’assetto economico-sociale, dalle organizzazioni di categoria e professionali, e quindi delle imprese, a dover sprigionare tutta la loro energia vitale. L’olio d’oliva extravergine è un alimento fondante della Dieta Mediterranea (se ne parlerà, tra l’altro, in specifici talk), ha proprietà salutistiche di primissimo livello, è buono, migliora ogni pietanza e finanche le fritture, è esaltato anche dal mondo scientifico e medico. La Calabria dell’olio deve far esplodere questo asset in Italia e nel mondo, generando pil adeguato e posti di lavoro. (Massimo Tigani Sava)

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